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Crescita neonato settimana per settimana e mese per mese

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La nascita del bambino

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Benvenuta nella seconda settimana di vita del tuo bambino.

Finalmente a casa! Che gioia ma anche quanti dubbi e quanta stanchezza: servono riposo, organizzazione e... un po' di tempo per imparare a conoscere il tuo piccolo.

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Bambino di due settimane

COME CRESCE IL TUO BAMBINO

Come cresce il tuo bambino

Il calo fisiologico

Nei primi 5-7 giorni di vita di solito si registra una temporanea perdita di peso rispetto alla nascita (5-10%) definita calo fisiologico: è dovuto allo smaltimento, con le feci e le urine, dei liquidi in eccesso accumulati durante la gravidanza e il parto. Quando il piccolo torna a casa dall'ospedale, quindi, generalmente pesa meno di quando è nato. Niente di cui allarmarsi: a partire dalla seconda settimana, inizia a recuperare lentamente il peso e, intorno alla decima giornata di vita, torna di solito al peso registrato alla nascita. Da questo momento in poi, la crescita del tuo bambino sarà rapida: almeno 150 grammi a settimana per i primi 2-3 mesi.

Piccolo, ma che riflessi!

A partire dalla seconda settimana, il tuo bambino inizia ad essere più reattivo e a stare sveglio più a lungo. È anche in grado di sollevare la testa per qualche istante quando è a pancia in giù. La sua motricità è involontaria e connessa ai suoi fondamentali bisogni di sopravvivenza: respirare, deglutire e... fare la cacca e la pipì! Sono ben evidenti anche i riflessi innati (o arcaici), cioè i movimenti automatici del corpo e degli arti innescati da stimoli tattili o cambiamenti di posizione: il neonato chiude e stringe la manina se premete sul palmo con un dito; ruota il capo se sfiorate la guancia; succhia non appena gli viene portato qualcosa alle labbra; apre le braccia di soprassalto come reazione a situazioni di improvvisa instabilità (ad esempio sulla bilancia) o a rumori forti; fa qualche passo (proprio come se sapesse camminare) se lo sostenete per le ascelle e gli fate appoggiare le piante dei piedi su un piano. Tutti questi riflessi, così importanti in questa fase di adattamento alla vita extra-uterina, sono destinati a regredire progressivamente, man mano che il bambino svilupperà un controllo più preciso e volontario dei movimenti.

CRESCERE INSIEME

Crescere insieme

Pronti, partenza... via!

Il ritorno a casa con il piccolo, per quando immaginato e desiderato per 9 lunghi mesi, è un momento particolarmente delicato: alla gioia e all'emozione di essere finalmente a casa con il neonato, si mescolano la stanchezza, dovuta al parto e all'avvio dell'allattamento, e le incertezze su come accudire il piccolo. Non pretendere troppo da te stessa: considera che serviranno al tuo corpo circa 6-8 settimane per “riprendersi” dalla gravidanza e dal parto (questa fase si chiama puerperio) e che è normale in questo periodo alternare momenti di gioia e di sconforto. Quello che più conta è il riposo ed il contatto con il bambino. Più sarai calma e serena, più lo sarà anche il tuo bambino. Serve quindi un po' di organizzazione! Cerca di riposare il più possibile. Fatti aiutare in tutte le incombenze domestiche o delegale ad altri (e non preoccuparti se la casa che prima era perfettamente in ordine ora è in uno stato di confusione!). Condividi con il papà la gioia ma anche le fatiche di questi primi giorni. Cerca di mantenere la casa un luogo tranquillo: rimanda senza sensi di colpa le visite di amici e parenti, se disturbano la quiete tua e del tuo bambino, e circondati solo di persone che possano darti aiuto e positività.

Allattare è sempre un gesto d'amore

Il latte materno è il miglior alimento per il tuo bambino: nutre in modo completo e lo protegge da malattie e infezioni. È sempre pronto, alla giusta temperatura e varia nel tempo la sua composizione per rispondere sempre alle esigenze di crescita del tuo bambino. Se però non ti è possibile allattare al seno, o se il tuo latte non è sufficiente, non devi sentirti inadeguata o in colpa. Rifletti sul fatto che per il tuo bambino non sei solo una fonte di nutrimento, sei il mondo intero. Sul piano nutrizionale esistono alternative al latte materno molto valide, che consentiranno al tuo bambino di crescere in salute. Continua serenamente la meravigliosa avventura della maternità e vivi il momento dell'allattamento con il biberon come un momento di amore e coccole: per il tuo bambino sei la mamma migliore del mondo!

L'agenda della salute

L'AGENDA DELLA SALUTE

La prima visita di controllo

Il primo controllo pediatrico di un neonato sano viene fissato tra 7 e 10 giorni dalla nascita, presso l'Ospedale in cui il bambino è nato. È importante che i genitori portino con sé la lettera di dimissioni. Il pediatra verificherà lo stato di salute generale del neonato, annoterà i principali parametri di crescita ed effettuerà una visita completa. Il primo controllo è anche l'occasione per i genitori, dopo alcuni giorni trascorsi a casa con il piccolo, per fare domande e chiarire piccoli e grandi dubbi. Un consiglio? Annotatevi ciò che volete chiedere: così non dimenticherete nulla!

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La montata lattea

La montata lattea è il momento in cui il colostro si trasforma in latte di transizione, una miscela di colostro e latte maturo. In alcune mamme avviene durante la prima settimana, a 2-5 giorni dal parto, ma spesso anche diversi giorni dopo, durante la seconda settimana. Per favorire una buona montata lattea bisogna innanzitutto attaccare spesso il piccolo al seno, perché la suzione dei capezzoli stimola la produzione di prolattina da parte dell'ipofisi. Ma non basta: alla mamma servono anche riposo, un'alimentazione ricca ed equilibrata, un giusto apporto di liquidi e... pochi stress! Con la montata lattea aumenta la dimensione del seno e la mamma avverte tensione cutanea, indolenzimento o dolore. Può anche capitare che la mamma avverta una sensazione di formicolio o di lievi punture di spillo: è la comparsa del riflesso di emissione, che rende disponibile al neonato il latte prodotto dalla ghiandola mammaria. A circa 14 giorni dal parto il latte di transizione si trasforma in latte maturo. La montata lattea è terminata, l'allattamento è iniziato: buon appetito!

Se la mamma si sente un po' triste

Molte neomamme provano una sensazione di malinconia nei primi giorni dopo il parto: hanno facile tendenza al pianto, si sentono irritabili o ansiose, e, accanto alla gioia che provano nell'accudire il loro bambino, vivono momenti di grande tristezza. È un fenomeno naturale, chiamato Baby Blues. È dovuto alla spossatezza del parto e al rapido cambiamento ormonale che si verifica nei giorni immediatamente successivi, quando estrogeni e progesterone hanno una brusca caduta. Cosa fare? Circondarsi di persone affettuose e amorevoli e avere un po' di pazienza: nel giro di due o tre settimane in genere tutto si risolve spontaneamente.

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Come medicare il moncone ombelicale

I neonati sono facilmente esposti ad infezioni della pelle poiché il loro sistema immunitario è immaturo. Ecco perché è importante mantenere ben pulito il moncone ombelicale. La medicazione è semplice: lavati bene le mani; solleva il moncone e togli la medicazione presente (se si è attaccata, ammorbidiscila con un po' di soluzione fisiologica). Se il moncone è sporco di feci o urina, lavalo con poco sapone liquido. Sciacqualo con soluzione fisiologica e asciugalo con garza sterile. Riavvolgi il moncone nella garza di medicazione, fermandola con una retina elastica. Non servono disinfettanti quali alcol e acqua ossigenata. Ecco fatto! Dopo la caduta del moncone, che avviene nel giro di 7-14 giorni dalla nascita, disinfetta l'ombelico con acqua ossigenata e proteggilo con garza sterile fino a completa cicatrizzazione. Ricorda che fino alla caduta del moncone il bambino non deve fare il bagnetto: puoi lavarlo con spugnature tiepide, ma senza bagnare il moncone.

Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra i professionisti della salute e il lettore. Le tappe di sviluppo del bambino da 0 a 12 mesi descritte sono puramente indicative: ogni bambino segue ritmi di sviluppo propri. E' pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico pediatra e/o specialista.

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