Si può portare un neonato in montagna?

A cura del pediatra Dott. Vincenzo Calia

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Si può portare un neonato in montagna? E fino a che altitudine di può salire? Capita spesso di sentirsi chiedere una di queste domande da genitori in partenza per le vacanze. Molti hanno paura che l’altitudine possa far male al neonato. Vediamo perché.

In alta montagna diminuisce la concentrazione di ossigeno nell’aria e perciò, respirando, l’ossigeno che i globuli rossi raccolgono nei polmoni e portano in giro in tutto il corpo potrebbe essere poco per alimentare, per esempio, lo sforzo dei muscoli che ci portano a scalare una vetta o a fare una semplice passeggiata.

E perciò può capitare che, appena arrivati in montagna, ci si senta un po’ fiacchi. Però ci si può facilmente acclimatare, e così il nostro midollo ossero si attrezza a fabbricare molti globuli rossi, capaci di trasportare ciascuno la sua quota di ossigeno; il risultato è che poco ossigeno, moltiplicato molti globuli rossi, diventa tanto ossigeno quanto quello a cui eravamo abituati in pianura. E la fiacchezza il giorno dopo non c’è più.

Ci acclimatiamo tutti in alta quota, grandi e neonati. Con una differenza: il bambino piccolo, che non cammina da solo, ma al massimo viene portato in passeggiata nello zainetto, non fa nessuno sforzo fisico. E perciò non avverte neppure all’inizio quella fiacchezza che forse avvertono Iisuoi genitori. >

E così non ci sono rischi per i bambini: tutti in montagna, se ci piace, senza paura.

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